da L'AntefattoMirandola - Bassa Modenese, città di Mirandola, "siete
passati da
Pico a
Carlo Giovanardi,
questa è la vostra evoluzione?! Da uno dei più grandi geni dell’umanità a
Giovanardi?": sul palco, nel pomeriggio di un giorno lavorativo, sale
Beppe
Grillo, è una tappa del suo tour in giro per le regioni
(Lombardia, Campania, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna) dove il
Movimento 5 Stelle ha presentato le liste. A Mirandola, venerdì scorso,
quando è apparso Grillo si è riunita una piccola folla; a Milano,
mercoledì piazza Duomo era piena, "saremo stati 14 mila o tre milioni,
ormai si dice così", scherza Grillo, che poi si fa serio sul ritorno
mediatico, pari a zero, di tutte queste piccole e grandi folle, dal 4
marzo scorso pronte ad accoglierlo, alle fermate di un viaggio in
camper: "E’ la prova che ci oscurano perché noi facciamo paura, abbiamo
scoperto la potenzialità della Rete:
beppegrillo.it compie 5 anni, è diventato una piattaforma straordinaria. Ci scrivono il
premio Nobel e il carpentiere, è tra i primi 30 blog al mondo, l’unico
in italiano. Quando cominciai il primo commento fu: "Bastardo, metti
sempre la macchina nel mio posto”. Era il mio vicino di casa…".
Ora cresce anche il movimento "ed è per questo che hanno paura i
politici e i loro asserviti giornalisti, perché ci proviamo con ragazzi,
30 anni di media, perché chiediamo a chi non ha avuto una delega eterna
di farsi da parte: perché
Fassino deve stare in
Parlamento da 25 anni?
D’Alema da 30? Qual è l’utilità
di questa gente?". Ha anche un modello Grillo, "il più grande statista
italiano,
Alcide De Gasperi, dopo otto anni ha smesso,
cosa hanno loro in più di De Gasperi?". E poi c’è lo "Psiconano,
Berlusconi, con il suo governo abusivo risultato di un Parlamento che
senza preferenze non è stato eletto dal popolo sovrano, ma nominato".
Neppure al Colle vengono risparmiati i fendenti di Grillo: "Non ho mai
offeso
Napolitano, mi sono limitato a chiamarlo
Morfeo,
perché dorme. Ma invece di dormire, due settimane fa, si è svegliato a
mezzanotte per firmare il decreto interpretativo per la lista del Pdl,
facendo una figura impossibile: sul sito del Quirinale ha scritto che
doveva decidere tra legge e diritto a far andare a votare…ma non c’è
diritto senza legge, spiegateglielo!".
Con il
blog, con il movimento, alcune cose Grillo è anche
riuscito a farle in questi anni, "ma sono depresso! Perché stiamo sempre
a raccogliere firme, noi lo sappiamo fare, ma non contiamo niente: nel
2007 ne abbiamo raccolte 350 mila in un giorno, sotto la pioggia, con la
neve; servivano per chiedere di vietare il Parlamento ai condannati in
via definitiva, con tre sentenze. E’ servito: erano 19 nel 2007, dopo
tre anni sono 23, ecco come ci stanno a sentire!". Poi guarda a sinistra
e si dispera: “Chiedevamo solo un Parlamento pulito, le preferenze e un
massimo di due legislature per tutti, perché il centrosinistra non ci
ha appoggiati? Perché il
Pd non se lo è preso questo movimento?
Perché non esistiamo nel loro mondo, che è quello dell’informazione del
direttore
Minchiolini, che è come il
Falqui, basta la
parola e poi mandarlo in quel posto tutte le sere!".
Ma la televisione "è finita e anche i giornali: perché dobbiamo dare i
nostri soldi al giornale di Confindustria, al
Sole 24 Ore? Al
Corriere,
al gruppo Espresso, a
l’Unità e anche al
Foglio?
Perché dobbiamo dare 5 milioni di euro all’anno a
Giuliano
Ferrara e poi non abbiamo un centesimo per la ricerca? Vogliono
un giornale, vivano dei loro lettori, senza soldi pubblici, come il
Fatto!".
Quasi un mese su quattro ruote ormai, "ogni tanto ci siamo concessi
qualche albergo per una doccia più comoda, ma con Walter, l’autista, e
Filippo, il compagno di viaggio che prepara il caffè, abbiamo fatto una
campagna elettorale alla genovese, senza chiedere soldi allo Stato". E
poi "i ragazzi e le ragazze, ingenui, incensurati soprattutto,
emozionati, non abituati a parlare in pubblico ma con la faccia pulita,
spero che gli venga data una possibilità a queste elezioni, l’Italia
deve darsi una possibilità con loro". Lui, Beppe Grillo da Genova,
nomade sul camper, non è candidato e assicura: "Non candidabile mai".
da
Il Fatto Quotidiano n°98 (anno 2) del 27 marzo 2010